Oggi vi portiamo alla scoperta di un isolotto dal nome particolare, nato secondo la tradizione da una, o forse due, leggende.


La prima racconta che il conte di Capaci, invaghitosi di una donna, ordinò di imprigionarla sull’isola affinché nessun altro uomo potesse conoscerla, vederla o avvicinarla.


La seconda leggenda narra invece che, in tempi remotissimi, sull’isola sorgesse l’unico carcere femminile della zona. Tuttavia, gli archeologi non hanno mai trovato tracce che confermassero questa storia: potrebbe dunque trattarsi di un vero e proprio carcere fantasma?


Quel che è certo è che il nome “Isola delle Femmine” è rimasto immutato nel tempo.


Abbracciato dal mare e situato di fronte alla costa palermitana, l’isolotto custodisce una torre esposta da secoli alle intemperie e alla forza del mare. La torre, conosciuta anche come “Torre di fuori”, faceva parte dell’antico sistema di avvistamento costiero della Sicilia.


L’isola è tradizionalmente associata agli eredi di Rosolino Pilo, patriota e attivista siciliano morto nel 1860 durante le vicende dell’Unità d’Italia. Alcune fonti riportano infatti che l’isolotto sia appartenuto alla famiglia Pilo.


Oggi l’Isola delle Femmine è una riserva naturale orientata e un’area di grande valore ambientale, gestita dalla LIPU. È inoltre riconosciuta dall’Unione Europea come Zona Speciale di Conservazione.


L’isolotto è disabitato, ma continua a esercitare un fascino speciale su chi lo osserva dalla costa. In ogni stagione dell’anno, la sua atmosfera cambia: dai caldi colori dei tramonti estivi alla suggestiva nebbia dei mesi invernali.


Per visitare la riserva è consigliabile informarsi in anticipo sulle modalità di accesso, sulle eventuali visite guidate e sulle condizioni del mare.


E voi, alle leggende ci credete?